Salento, appuntamenti per sabato 7 marzo | Lecce, Cavallino, Nardò, Squinzano, Tricase, Copertino. Tanti eventi da vivere con la famiglia, gli amici, in compagnia e non. A Cavallino, la sala consiliare del Palazzo Ducale si apre alle 18 per presentare la rassegna «Il colore delle parole», curata da Ambra Biscuso e Alessandro Turco, dove il salotto assume la forma il tono e la nuance del futurismo. Durante la serata si alternano momenti di poesia, musica e gusto, tutto nello stile futurista. Massimiliano Manieri e Roberto Bergamo daranno un assaggio della poetica dei futuristi fondata sulle «Parole in libertà», ovvero la programmatica disintegrazione delle strutture sintattiche all'insegna dell'«immaginazione senza fili».
L'analogia sostituisce la vecchia metafora e diventa l'unico mezzo di rappresentazione (irrazionale) del flusso misterioso e fermentante del vivente. La poetica futurista celebra i prodotti della scienza e della tecnica e la proiezione totale dell'uomo verso il futuro. I futuristi introdussero nelle poesie onomatopee, suoni ritmati e rumori, dove le strofette senza senso intervallano strofe vere e proprie che hanno l'effetto di divertire e provocare le reazioni di un pubblico anonimo e il dialogo tra questo e il poeta; un «concertato di voci» anonime in cui si avverte anche quella del poeta. Segue un breve concerto di Paul Hindemith (1895-1963) che Filippo Tommaso Marinetti definisce «esponente del macchinismo futurista», trovando legami nell'opera «Neues vom Tage» con la «Macchina del Cioccolato» di Marcel Duchamp. I maestri Fulvio Palese e Alessandro Trianni eseguono «Konzerstuck fur zwei Altsaxophone». Il work in progress di un banchetto futurista, curato dall'artista Roberto Bergamo, accompagnato dalla voce di Massimiliano Manieri e con elaborazione video di Claudia Ingrosso, proietta il pubblico nel mondo della cucina futurista cogliendone i colori, il profumo, il gusto.
La cucina futurista, sviluppatasi all'inizio del Novecento, si legava alle idee del futurismo. Nel 1914 il cuoco francese Jules Maincave aderì al futurismo, proponendo quindi l'accostamento di nuovi sapori ed elementi fino allora «separati senza serio fondamento». Il 20 gennaio 1931 Marinetti pubblicò il «Manifesto della cucina futurista», sulla rivista «Comoedia». Secondo Marinetti bisognava eliminare la pastasciutta, così come forchetta e coltello e condimenti tradizionali, e incoraggiare l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi. Non mancano letture di poesie dei maggiori esponenti del futurismo, come Gian Pietro Lucini, Corrado Govoni Marinetti, Aldo Palazzeschi, Luciano Folgore, Depero, con Massimiliano Manieri e Roberto Bergamo. I due curatori, hanno inteso iniziare questo percorso con un evento legato al futurismo perché in concomitanza con la mostra che l'amministrazione comunale di Cavallino ha realizzato, dimostrando così, ancora una volta, grande sensibilità e attenzione verso l'arte. La rassegna nasce dalla volontà dell'assessore alle politiche sociali Carla Rugge ed è promossa dall'assessore alla cultura Gaetano Gorgoni, del comune di Cavallino. Maggiori informazioni al numero: 339.5007242 oppure visitando il sito http://www.comune.cavallino.le.it.
Nell'auditorium del museo provinciale «Sigismondo Castromediano», in viale Gallipoli a Lecce, dalle 18, l'appuntamento è con la presentazione di «Rosso Novecento. La Puglia dai cafoni ai no-global», il libro di Pietro Mita, edito da Manni. Il volume raccoglie il racconto di alcune tra le più importanti esperienze di lotta politica sui fronti soprattutto del lavoro e dell'ambiente dell'autore, dal 1968 in poi. Parte importante del volume, ad esempio, è dedicata all'esperienza anti-nucleare di Avetrana, in provincia di Taranto, negli anni Ottanta, ma non mancano altri episodi riguardanti altre zone della Puglia, ma con un'attenzione particolare al Salento e all'area jonica.
Il libro rappresenta un contributo serio per questa riflessione, sia perché è frutto di una storia personale che ha incontrato questi anni del Novecento in Puglia, sia perché tende a rispondere all'interrogativo su quale sia stato il rapporto tra i conflitti sociali di quegli anni e il ruolo di governo della sinistra in Puglia. Intervengono, insieme all'autore, il presidente della provincia di Lecce Giovanni Pellegrino e il segretario regionale Cgil Biagio Malorgio.
A presentare il volume saranno Cosima Nassisi dell'Università del Salento e Gianni Turrisi, capo di gabinetto della provincia leccese. L'introduzione alle 208 pagine del volume è di Girolamo De Michele, che lo definisce un «libro locale che guarda al globale», mentre la postfazione è di Tommaso De Lorenzis. Pietro Mita è attualmente consigliere regionale pugliese, eletto nel partito della Rifondazione Comunista. Prima di questo incarico, svolto anche come Presidente della Commissione Ambiente e Territorio, è stato insegnante di lettere nelle scuole medie superiori per molti anni prima di diventare sindaco di Ceglie Messapica, il suo paese d'origine, e quindi deputato.
A Nardò, l'assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e la residenza «La casa del Teatro» di TerramMare Teatro, presentano «La casa che gira», rassegna di musica, teatro per ragazzi, prosa amatoriale e arte, che prosegue fino al 10 maggio 2009. Si parte alle 21 con la musica di «Leopoldo Sebastiani Affinity Quartet» che presenta il nuovo cd, «Night», di recente pubblicazione, per conto dell'etichetta «Dodici Lune», lavoro impreziosito, in studio, anche dal flauto di Nicola Stilo e nel quale il leader utilizza, oltre al basso, il bass-synth, espandendo così ulteriormente la tavolozza dei colori. Voluto dal bassista elettrico Leopoldo Sebastiani, leader e autore degli arrangiamenti, il gruppo propone una sonorità lieve e sofisticata in bilico tra jazz, new age e world music.
Un viaggio in città, destinazione teatro; una casa che riceve e offre le diverse forme d'arte cercando di soddisfare i gusti di tutti, ma principalmente cercando di coinvolgere tutti. Il piacere di vivere e costruire insieme, condividendo spazi, progetti, passioni, emozioni. Una rassegna che vuole raggiungere un pubblico diversificato, proponendo appuntamenti per la famiglia con il teatro ragazzi, per i giovani con la musica, e dare la possibilità, a quanti , con passione, si impegnano nel teatro di prosa, di trovare una casa in cui portare in scena le proprie produzioni con una prima edizione di rassegna dedicata alle compagnie amatoriali. E ancora il Teatro comunale di Nardò ospiterà l'esposizione di giovani artisti a coniugare tutte le espressioni dei diversi linguaggi dell'arte. Un programma in cui Teatri Abitati dà una visone integrata e partecipata del territorio che coinvolge enti, operatori culturali ed operatori commerciali per un offerta omogenea e completa per i cittadini attraverso la promozione di attività culturali come strumento di crescita culturale di un territorio.
La rassegna vede infatti la collaborazione di Ics Industrie Culturali del Salento e la partecipazione di alcuni operatori commerciali, Corte Santa Lucia, Menamè, Modò, sensibili alla crescita culturale del territorio che, con la loro partecipazione, permettono al pubblico di usufruire di sconti sulla consumazione offerta nei loro locali. L'ingresso è di 7 euro.
Ancora nel capoluogo salentino, dalle 19 presso il salone del «Museo Faggiano» (edificio storico archeologico), in via Ascanio Grandi, nel centro storico, c'è l'inaugurazione della mostra personale di Stefania Caiulo, poetessa e artista, denominata «Note d'amore», con le sue tele poetiche in un percorso artistico originale e delicato. L'artista è accompagnata, durante la lettura delle sue poesie trascritte su tela, da un elegante sottofondo musicale di un arpa celtica, suonata dall'arpista Sabrina Liù Luciani, e viene introdotta dalla professoressa Maria Luisa Cappello, docente presso l'Università del Salento.
A Squinzano, proseguono i grandi appuntamenti all'Istanbul Cafè. Alle 22,30, infatti, la serata prevede la musica e i ritmi di «Kyuuri», una rock band emiliana tutta al femminile; all'attivo dal 2001, il gruppo è composto da H@lice al microfono, la cri alla chitarra elettrica, H@nn@h con il basso, Kiara dietro la batteria, nato con l'idea di voler creare qualcosa di nuovo, unendo vari generi musicali. Il non seguire una regola precisa, ma crearne continuamente delle nuove, prendendo idee e spunti da ogni genere musicale, è ciò che caratterizza le sonorità e le strutture della musica del gruppo.
La mescolanza di idee date da quattro menti, con gusti musicali così diversi (che partono dalla classica e attraversano tutti gli stili: rock, indie, pop, elettronica, fino a crossover e nu-metal), dà modo di generare uno stile personale e non facilmente collocabile: è il genere che loro chiamano come il titolo del loro nuovo cd, «Sklerockitch». Nonostante la loro giovane età, le kyuuri hanno già un curriculum di tutto rispetto: dai tour lungo tutta la penisola, dal trentino al salento, fino alla partecipazione e vittoria di numerosi concorsi e festival, quali «Arezzo wave» di Bologna, «Venerelettrica» di Perugia, «Spazio giovani» di Foggia, «Primo palco» di Bolzano, «Premio mei corriere Romagna» a Rimini, «Trimi's festival» a Bologna, «Imola rock» nell'omonima città, «Hula hoop festival» a Gallipoli, «Casting roxy bar di Red Ronnie» ancora a Bologna, partecipazione sul palco de «I miti della musica» presso il motor show di Bologna, seconde classificate al «Festival delle arti 2008», con direzione artistica di andrea mingardi a Bologna. Hanno anche aperto concerti di artisti di fama nazionale ed internazionale come Delta v, Mao, la Sintesi, Morgan, il Nucleo, Mistonocivo, Negramaro e, grazie alla vittoria del concorso «Imola rock», hanno partecipato all'«Heineken jammin' festival 2004», nella giornata con fat boy slim e massive attack, e «Heineken jammin' festival 2006», con i Depeche Mode, Negramaro, Morrissey, Goldfrapp, Finley, Kill the young. Sul palco si presentano con scenografie zebrate e a pois e boa fuxia, il tutto a completare un'atmosfera data da un genere misto tra il rock più kitsch e ritmiche più ballabili.
Le kyuuri hanno all'attivo due autoproduzioni: la prima dal titolo «Sklero» (maggio 2003), contenente 6 brani inediti, si presentava con suoni più pop e brani più melodici. E' stato recensito su varie riviste musicali nazionali tra cui «rumore» (giugno 2004) e su alcuni siti internet e ha ottenuto il passaggio radiofonico di alcuni brani nel corso del 2003 e 2004 (radio due, ciao radio, Bologna, radio locale di torino). La seconda autoproduzione, del novembre 2005, è un ep dal titolo «La bambola delle memorie», dal suono più rock del precedente. L'ep è stato presentato allo showcase al «meeting delle etichette indipendenti 2005» a Faenza, dove il brano «dejà-vu» è stato selezionato per essere inserito nella compilation «I-ndipendente 05-06», edita da «edel», ai primi posti nella classifica degli album più scaricati su «i-tunes».
«La bambola delle memorie» ha ottenuto, inoltre, il passaggio radiofonico su radio tlt (jesi, novembre 2006), radio 106 (parma, dicembre 2006) e radio città fujiko (bologna, gennaio 2007) ed è stato recensito anch'esso su alcuni siti internet. In questi giorni esce «Sklerockitch» (resound, audiogramma, spazi vitali), con la produzione artistica di max gardini, e oltre ad essere distribuito per l'italia, verrà licenziato per l'etichetta americana «Renaissance records», con distribuzione koch in stati uniti, canada e messico. Per ulteriori informazioni, consultare il sito: http://www.myspace.com/istanbulcafe.
A Tricase si inizia a ballare alle 22, presso Palazzo Gallone, con la band salentina «Muffx» che presenta i brani del nuovo cd «Small Obsessions», di prossima pubblicazione, nato dopo l'ottimo esordio nel 2007 con «… Saw the …». Il cd, registrato al «Sudeststudio», è prodotto da Max Ear (OJM9 per la label indipendente emiliana «Go Down Records» (Gorilla, Dome la Muerte, Not Moving, Small Jackets, Ojm..), masterizzato al West West Side Studio di New York da Kim Rosen. Undici tracce dal sapore psyco – desert – pop con reminiscenze «gitane». Chitarre taglienti ed energiche intrecciate a ritmiche che tendono a rievocare marce bandistiche, in contrasto con i temi vocali che raccontano undici visioni, undici sensazioni, undici piccole ossessioni oscillando dalla pura introspezione alle considerazioni sulla realtà. Spiazzante, il sound dei Muffx stordisce, colpisce dritto e trascina in un immaginario che parte dalle devianti atmosfere dello stoner rock, per intridersi di psichedelica e garage. La band salentina ha metabolizzato alla perfezione la lezione del rock and roll e ne ha sviluppato una grammatica nuova, fatta di rimandi che chiamano in causa i «Masters Of Reality», del grande Chris Goss, e si inerpicano come novelli esploratori di nuove soluzioni su strade ancora poco battute come hanno fatto gruppi, tipo «Mars Volta» o «System of a Down». Alla base un sound granitico, fatto di chitarre abrasive, voce al vetriolo, slanci quasi prog, rigorosamente anni '70, e melodia impastata a questo magma sonoro che è capace al contempo di librarsi verso spazi ampi in cui si respira aria, deserto, terra rossa. Salento/America andata e ritorno, un viaggio che vede la band sintonizzata con il mondo, un progetto che non sembra avere una collocazione spazio temporale e per questo da molti definito «alieno».
Un mondo musicale da cui si è rapiti fin dalle prime battute, che ci trascina in un ciclone di atmosfere ebbre, ci sbatte in faccia la rabbia, graffia con la giusta misura, avvolge come un abbraccio e ci lascia a fiato corto come dopo uno corsa a perdifiato. Un disco fisico, una grande prova di maturità, che non si sente solo con le orecchie. Dopo l'ottimo «…Saw the…», con «Small Obsessions» la band ha ben delineato una cifra sonora che la rende una delle cose più interessanti in circolazione. Il regista Edoardo Winspeare, de I Galantuomini, Sangue Vivo, Il Miracolo, realizzerà presto un video clip di un brano del cd. I Muffx sono: Luigi Bruno (voce/chitarra), Alberto Ria (batteria), Amedeo Ciricugno (basso), Cristiano Colopi (chitarra). L'ingresso è gratuito. Ulteriori info: www.myspace.com/muffx.
A Copertino, dalle 22,30 sul palco dei «Sotterranei», in via delle Grazie, arriva il duo pisano «Piet Mondrian», con l'apertura dei salentini «!Gato De Marmo!». I Piet nascono nel settembre 2006; Michele e Caterina, uniti anche da una storia sentimentale, decidono di mettere a frutto il loro connubio anche sul piano artistico. Il loro progetto si basa prevalentemente sull' unire un certo stile alla cronica scarsità di mezzi a disposizione. Il loro ispiratore è appunto il grande pittore astratto omonimo, che ebbe modo di rivoluzionare, all'inizio del xx secolo, i concetti di spazio, forma, bellezza, riprendendo il semplice accostamento di linee rette e colori primari. Da allora la loro ricerca si è mossa in questa direzione, con strofe elementari ma incisive, e testi in italiano, scritti da Michele, che parlano di cose semplici, della vita di tutti i giorni. I due uniscono alla passione per la musica, anche quella per il video e la grafica, curando interamente la realizzazione del loro primo demo, omonimo anch'esso del 2007, con l' ausilio della loro associazione, «La Comunità degli Artisti Talvolta Emarginati». Il duo ha esordito nel concorso «Rockcontest 2006», organizzato da Controradio, piazzandosi in semifinale.
Un loro brano, «Vecchia Scuola», è contenuto nella compilation. Hanno poi preso parte alle eliminatorie del concorso per partecipare ad «Italia Wave 2007». Si sono autoprodotti il loro primo ep ufficiale «Ci diamo allo sperimentale?», uscito a settembre 2008. «!Gato de marmo!», invece, è un'intenzione. Nasce dalla necessità di aprire una breccia nelle consolidate e impermeabili mura di una realtà musicale locale ormai stantia. Il gruppo si forma nel settembre 2006. Il bisogno di esprimersi attraverso un linguaggio originale e suggestivo, porta alla composizione di una serie di pezzi aventi come «fil rouge», un viaggio attraverso i cinque sensi.
Ogni brano è in bilico fra atmosfere cupe e inquietudini math, fra dense nebbie shoegaze e ossessioni dub, fra scampanellii analogici ed emulsioni di elettrica ruvidità. La scelta esterofila nelle liriche combacia con la spiazzante musicalità ricercata nelle canzoni. Il risultato è un assalto di sensazioni contrastanti che, strattonandolo, invitano l'ascoltatore ad immergersi negli intrecci intessuti dagli strumenti. Il gruppo appare dunque come una valvola di sfogo, una sublimazione di un'urgenza creativa, attuata secondo i canoni di una generazionalità ambigua e postmoderna.
E proseguono gli appuntamenti della «Svolta» di Lecce, nuovo ristorante e jazz bar in via XX Settembre che si presenta con una ricetta i cui ingredienti principali sono la cucina semplice, rispettosa dei cicli naturali degli alimenti, e la musica jazz. Alle 22.30 appuntamento con la jam session che vede protagonista il «NexTrio», composto da Igor Legari (contrabbasso), Andrea Favatano (chitarra) e Francesco Pennetta (batteria). Un trio collaudato di musicisti leccesi che si sono cresciuti suonando gli standards della tradizione americana, usati come trampolino di lancio per le loro interpretazioni individuali.
Il gruppo propone una selezione di brani di forte impatto ritmico e timbrico, pescando soprattutto nel repertorio di Miles Davis, Wes Montgomery, John Coltrane e, in generale, ispirandosi allo stile hard pop di metà anni '50, reinterpretato in chiave moderna e dinamica. Igor Legari inizia gli studi musicali presso la scuola di musica del «Testaccio» di Roma. Prosegue successivamentein maniera autonoma, partecipando a seminari e master class con il pianista Greg Burk (USA), il tenorsaxofonista Martin Jacobsen (Danimarca/Francia) e il trombettista Greg Glassman (USA). Nell'estate del 2008 partecipa ai seminari senesi di musica jazz, dove studia e si esibisce con Furio di Castri, Pietro Leveratto, Achille Succi, Roberto Rossi.
Recentemente è stato ammesso a frequentare l'«International Jazz Master» a Siena, dove ha l'occasione di studiare ed esibirsi, tra gli altri, con: Rufus Reid, Billy Drummond, Roberto Gatto, Paolo Fresu, Eddie Henderson, Steve Turrè, Bobby Watson, Jerry Bergonzi, John Abercrombie, Kurt Rosenwinkel, Donald Friedman, Steve Kuhn, Enrico Pieranunzi, John Taylor, Furio Di Castri, Eddie Gomez, Drew Gress, Piero Leveratto, Hein Van de Geyn, Joe Chambers, Billy Hart, Massimo Manzi, Adam Nussbaum, Ben Perowsky, Jeff Ballard, Tim Berne, Mark Turner, Anders Jormin. Nel corso degli anni ha avuto l'occasione di suonare con: Ettore Carucci, Nicola Andrioli, Francesco Negro, Marcello Nisi, Enzo Lanzo, Francesco Pennetta, Achille Succi, Alessandro Minetto, Dario Congedo, Martin Jacobsen, Vincenzo Presta, Daniele Scannapieco, Fabrizio Scarafile, Giulio Martino, Roberto Gatto, Emanuele Coluccia, Raffaele Casarano. Andrea Favatano, invece, inizia a suonare all'età di 16 anni.
Avvicinatosi al jazz a 19 anni, a 22 prende lezioni dal maestro Fabio Zeppetella. Successivamente, iscrittosi alla scuola di musica di Bari «Il Pentagramma», ha studiato con i maestri Guido di Leone ed Alex Milella e partecipato a seminari con Greg Burk, Frank Gambale e Maurizio Colonna, ed ad «Orsara Jazz» con Lucio Ferrara ed Antonio Ciacca. Ha suonato con: N.Andrioli, F.Scarafile, R.Casarano, E.Coluccia, V.Presta, A.Semprevivo, F.Pennetta, D.Congedo, M.Ingrosso, M.Bardoscia, M.Bortone, I.Legari, G.Laurentaci, M.Nisi,e altri. Con il gruppo ska/raggae «Mamaska», nel 2004, ha registrato il cd «HotMamaCafè».
Il batterista del gruppo, principalmente autodidatta, intraprende gli studi classici di percussioni con il maestro Fulvio Panico e perfeziona la tecnica del tamburo rullante con il maestro Tommy Brauch a Roma, seguendo gli studi di armonia con il maestro Michele Fiorito. Nel febbraio 2002, Pennetta partecipa alle selezioni europee per l'assegnazione delle borse di studio dell'Università «Berklee» di Boston. Si classifica settimo su seicento partecipanti, primo in Italia, vincendo così la borsa per il corso semestrale. Nel 2004 si trasferisce a Boston, dove studia con: Francisco Mela, Jackie Santos, Kenwood Dennard, Joe Lovano. Nel corso degli ultimi anni ha suonato con: Pedro Paolo Martinez, Nelson Perez, Paolo Di Sabatino, Roberto Ottaviano, Michael Rosen, Daniele Scannapieco, Paolino Dalla Porta, Vito Di Modugno, Francesco Lo Cascio, Guido Di Leone, Michele Carrabba, Aldo Mella, Luigi Bonafede, Rossana Casale, Mario Rosini, Enrico Lazzarini, Glauco Zuppiroli, Frank Oviz, Alessia Galeotto. Ulteriori info ai numeri 329.8455974 e 392.4300512.
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