di Valentina Maniglia
<p>«L’incanto della musica avvicina persone diverse legandole in un sodalizio artistico e umano unico, nel quale ogni elemento concorre a creare lo spirito del gruppo, quella specie di magia che pervade suoni e melodie e permette di lasciare il segno». Si apre con queste parole il MySpace degli Aram Quartet, che dopo aver vinto il famoso X Factor, si sono aggiudicati un contratto discografico con la Sony/BMG da 300mila euro, ma soprattutto sono riusciti a farsi conoscere e ad accattivarsi l’affetto di tantissimi fans, salentini e non. Gli Aram Quartet sono quattro ragazzi che si autodefiniscono salentini doc e che fanno delle proprie voci lo strumento musicale prediletto. Un mix di umiltà, tecnica, talento e fortuna che li ha portati a trionfare al televoto, contro artisti altrettanto bravi ma che forse sapevano di «già sentito».Si parlava di fortuna, sì perché la buona stella degli Aram li ha fatti incontrare con Morgan (Bluvertigo), un artista a tutto tondo che ha saputo promuoverli e farli crescere nel migliore dei modi, influenzandoli quanto basta per fare loro assumere una propria, particolare,identità. Pezzi come «Bohemian Rapsody» e «Per Elisa» hanno, infatti, entusiasmato pubblico e giuria, perché, oltre ad essere pezzi sofisticati e al tempo stesso popolari, sono stati interpretati con grande spirito evocativo e originalità.Il primo singolo degli Aram Quartet, un inedito scritto proprio da Morgan insieme a Gaudì, il loro vocal coach, si può già trovare nei negozi e si chiama «Chi» (Who). Di ascolto non facilissimo, contiene citazioni musicali (The Who) e anche letterarie (Orwell, Baudelaire…).Le premesse per una bella carriera ci sono tutte, staremo a vedere se gli Aram Quartet saranno uno dei tanti gruppi che affollano la musica pop italiana o se, come auguriamo loro, sapranno distinguersi diventando una piacevole fresca novità. Perché, come ha detto Morgan, «gli Aram ti mettono le ali».</p>