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UFFICIO RECLAMI
Data pubblicazione: 16/04/2009 | CRONACA
TRAGEDIA | La zona è stata sequestrata per ulteriori accertamenti
Crolla volta di un androne e muore.
Estratto vivo, la corsa in ospedale
Il fatto è accaduto alle 19 di oggi a Nardò, nelle vicinanze del vico Moresco, al civico 5. Cosimo Grande, 79enne del posto, mentre era intento ad effettuare dei lavori di manutenzione alla volta di un androne, si è visto investire da una pioggia di pietre.

NARDÒ | Gli crolla addosso la volta di un androne e muore. È il tragico destino che ha colpito un anziano di Nardò che questo pomeriggio si era rimboccato le maniche per mettere un po' d'ordine all'interno di una struttura del centro storico di Nardò, che si trova in vicolo Moresco, al civico 5, non lontano dalla più nota via Duca degli Abruzzi.

Cosimo Grande, 79 anni, di Nardò dalle macerie è stato estratto vivo, anche se, nonostante la corsa in ospedale, per lui c'è stato ben poco da fare, viste appunto le sue gravi condizioni a seguito dell'incidente. Grande nel prossimo mese di novembre, avrebbe compiuto 80 anni. Ma oltre agli ottant'anni, per lui, un traguardo sarebbe stato il raggiungimento di quella ristrutturazione, alla quale ci teneva tanto.

Attorno alle 19, l'anziano si era introdotto all'interno del civico 5. Aveva spostato qualche oggetto che si trovava all'interno, due antiche biciclette da passeggio, e si era avvicinato alla volta a botte che separa l'ingresso dalla corte interna. Per cause ancora in corso d'accertamento, l'uomo avrebbe imbracciato qualche strumento da lavoro, quasi certamente un martello pneumatico, e con quello si sarebbe improvvisato nei lavori di manutenzione nei pressi della volta, vicino alla pavimentazione.

Probabilmente a causa dell'inesperienza, l'anziano pensionato dopo averlo messo in moto non si è neppure accorto della pericolosità di quello che stava facendo. Tant'è, che quando si è avvicinato al costone centrale, in pochi secondi la volta è venuta giù e lui è stato completamente ricoperto dai detriti. Conci di tufo, per la precisione, e mattoni l'hanno letteralmente sommerso.

L'allarme è scattato poco dopo, ed è stato dato dai vicini che hanno sentito dei rumori piuttosto forti, quasi fosse un terremoto. Quando si sono avvicinati si sono accorti del terribile incidente e hanno allertato tutti. Dal locale commissariato sono giunti gli agenti di polizia guidati dal commissario Rocco Carrozzo, mentre dalla stazione dei carabinieri sono giunti i militari facenti capo alla Compagnia di Gallipoli, del capitano Stefano Tosi. Sul posto anche gli agenti di polizia municipale, diretti dal comandante Cosimo Tarantino.

Questi ultimi hanno bloccato le vie del centro storico, e fatto defluire il traffico verso le arterie principali. Impossibile per l'ambulanza del 118 raggiungere quel vicolo così stretto, perché le case del centro storico neretino, costruite una accanto all'altra non glielo hanno permesso.

Tuttavia, prima di correre verso l'ospedale (anziché l'ospedale neretino, si è preferito il nosocomio «Vito Fazzi» di Lecce) si è dovuto attendere che i vigili del fuoco lo tirassero fuori dalle macerie.

Prima di mettere i sigilli alla struttura, così come disposto dal magistrato nominato di turno, il sostituto procuratore Angela Rotondano, carabinieri e polizia hanno atteso l'arrivo degli ispettori dello Spesal, giunto sul posto da Lecce. Poi dopo l'ultimo sopralluogo (fatto dopo quello del nucleo cinofilo dei vigili del fuoco), gli operatori hanno messo i sigilli tanto al civico 5, quanto ai civici 4 e 6 cioè ai locali adiacenti.

C'è da dire, fra l'altro, anche al 4 si stavano effettuando lavori di ristrutturazione. Tanto che al momento dell'arrivo delle forze di polizia, allo stato dell'arte, manca la pavimentazione.

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