LECCE | «Quella del giornalista è una professione che, quando correttamente esercitata, concorre in maniera sensibile alla crescita civile e democratica di una comunità, sviluppandone il senso critico; purtroppo, nonostante l'impegno indefesso, la grande professionalità e la passione che profondono nel lavoro, molti giornalisti si trovano a vivere in condizioni professionali di oggettiva criticità». È quanto dichiara il vcesegretario nazionale dei Popolari Udeur e consigliere della Regione Puglia, Antonio Buccoliero, intervenendo in occasione della Festa dei Giornalisti che, a Lecce, sarà celebrata il prossimo 15 marzo, in occasione di una solenne celebrazione presieduta da monsignor Cosmo Francesco Ruppi.
«Conosco bene – prosegue Buccoliero – la realtà di tante redazioni pugliesi, dove i giovani che si cimentano nella difficile professione giornalistica, devono pagare sulla propria pelle realtà che, il più delle volte, denunciano dalle testate per le quali collaborano: lavoro nero, turni massacranti e straordinari non retribuiti. A tutto questo, si aggiunge, in alcuni casi, il confronto difficile con editori che poco sanno non solo di corretta informazione, ma anche di rispetto della persona e della sua dignità. Si tratta di una realtà difficile, che viene ignorata o sottostimata, ma che tanti bravi e preparati operatori dell'informazione vivono quotidianamente. Non dobbiamo dimenticare che la corretta informazione è alla base della partecipazione democratica dei cittadini e che senza il coraggio e la professionalità di tanti giornalisti, tante situazioni scabrose, scomode o vergognose non verrebbero mai alla luce; per questa ragione, appare paradossale rendersi conto di come la strada di coloro che scelgono di intraprendere la professione di giornalista sia costantemente in salita. Dai primi anni di praticantato, infatti, fino al lavoro quotidiano nelle redazioni, i giornalisti, nonostante competenza, professionalità e serietà, sono spesso esposti ad una situazione di assoluta instabilità».
«Molti giovani che si accostano al lavoro di giornalista, di fotoreporter o di cineoperatore sono costretti ad affrontare problemi e costi, senza alcun sostegno esterno. Per questo motivo sarebbe necessario che le istituzioni, Regione in primis – conclude Buccoliero - valutino la possibilità, attraverso la concessione di borse di studio o di stage, così come avvenuto per il contratto etico nell’ambito dell’iniziativa Bollenti Spiriti, di sostenere i primi passi di tanti nostri bravi e preparati giovani, che sognano il difficile mestiere del giornalista».