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LECCE | Sulla questione dei presunti sprechi e delle inefficienze che secondo la minoranza a Palazzo Carafa caratterizzerebbero l’operato dell’amministrazione comunale interviene il sindaco Paolo Perrone per alcuni necessari chiarimenti e opportune precisazioni. «Demagogia e bugie. Con queste armi Antonio Rotundo - sottolinea il primo cittadino - prosegue la sua attività politica di opposizione a Palazzo Carafa che si rivela, oltre che inconsistente e dannosa, persino debole se occorre (e non è la prima volta che accade) il soccorso mediatico e politico del salvatore della Patria Antonio Maniglio. Le sue accuse mi inducono, per amor di verità e per il rispetto che ognuno di noi deve ai leccesi, a fornire qualche chiarimento nei termini incontrovertibili dei numeri e delle cifre che neanche la faccia tosta di Rotundo e dei suoi possono demolire. Siamo molto attenti al problema della razionalizzazione della spesa e della riduzione dei costi, dal momento che quando ci siamo insediati abbiamo trovato una situazione di Bilancio molto difficile, peraltro appesantita dagli oneri delle cosiddette “funzioni generali” dell’ente (cioè i costi di burocrazia), per le quali oggi Il Sole 24 Ore pone il nostro ente in una posizione non lusinghiera nell’ultimo rilevamento che è relativo al 2007. Una situazione che non abbiamo mai nascosto, ma sulla quale non siamo rimasti fermi. Dal 2007 al 2008 si registra innanzitutto una riduzione del costo del personale di circa 519mila euro (da 26 milioni e 938 mila a 26 milioni e 419 mila euro). Sempre dal 2007 al 2008 abbiamo risparmiato circa 250 mila euro sui cosiddetti costi della politica (gettoni e indennità degli amministratori comunali), mentre sullo stesso fronte e nello stesso tempo la Provincia di Lecce ha scelto un sostanzioso aumento di questa voce. Dal 2006 al 2008 abbiamo ridotto gradualmente di oltre 300mila euro (da 1 milione e 451 mila euro del 2006 a 1 milione e 345mila euro del 2007 fino a 1 milione e 132mila euro del 2008) quel fondo per il finanziamento della retribuzione dei dirigenti su cui Rotundo punta l’indice e di cui parla platealmente in termini di premi e non dice che è comprensivo sia della posizione che del risultato. Abbiamo ridotto da 2 milioni a 900mila euro la spesa per le convenzioni e nel 2009 porteremo praticamente in pareggio la Lupiae, che fino a due anni fa costava circa 3 milioni di euro l’anno di perdite. Occorre ricordare poi che ci siamo alleggeriti dei costi del Relaxarium. Per il servizio di notifiche abbiamo rinegoziato il contratto con Poste Italiane ottenendo un significativo risparmio sul costo che il cittadino ha su ogni notifica postale. Sulla difficile situazione di Bilancio pesano, com’è noto, anche alcuni contratti sottoscritti dalle amministrazioni che ci hanno preceduto e che sono molto onerosi (come quello per i Boc o per gli immobili di via Brenta), ma si tratta di contratti che hanno durata pluridecennale e sui quali al momento non possiamo fare nulla. Tutti gli altri, alla scadenza, non saranno rinnovati o verranno rinegoziati. Inoltre, Rotundo dovrebbe sapere che sulla Tarsu comunale, e quindi sui cittadini, si riflette ciò che la Regione Puglia continua a combinare con la sua inefficiente politica sul fronte dei rifiuti. Infatti, la Regione ha traghettato il costo a carico del Comune di Lecce per una tonnellata di rifiuto smaltito in discarica prima da 54 a 63 euro e ora fino a 110 euro. A proposito di inefficienza, infine, informo Rotundo che nei prossimi giorni il Comune di Lecce (primo in Italia) ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione firmeranno un protocollo d’intesa per il miglioramento dell’efficienza dei servizi ai cittadini. Le risposte - conclude il sindaco Paolo Perrone - le devono dare Antonio Rotundo, Loredana Capone e Antonio Maniglio e devono spiegare perché la Regione Puglia tiene l’addizionale Irap al massimo consentito (4,9), l’addizionale Irpef al massimo consentito (1,4), ha aumentato l’imposta sul gas metano conseguendo 20 milioni di euro di maggiori entrate, ha aumentato l’accise sulla benzina di 50 lire al litro e, appunto, la tassa per i rifiuti conferiti in discarica e perché la Provincia di Lecce tiene al massimo l’addizionale sulla Tarsu e quella sulla energia elettrica e come giustifica la bizzarra tassa sugli accessi. E ribadisco che le loro demagogiche raccolte di firme dovrebbero essere finalizzate anche a questo. A patto, naturalmente, di voler essere credibili».