LECCE | La senatrice del Popolo delle Libertà, Adriana Poli Bortone, ha presentato una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per sapere se e come intenda intervenire per fare in modo di ristabilire un riequilibrio negli interventi sul trasporto merci fra nord e sud alla luce della circolare di Trenitalia. Il senatore evidenzia nel testo della interrogazione che «il Meridione fa parte della Nazione e che se è condivisibile che l’economia meridionale non debba vivere di assistenzialismo, è condannabile politicamente e ingiustificabile economicamente che essa debba essere fortemente penalizzata, anche nel caso di aziende di piccole e medie dimensioni che vivono esclusivamente sul lavoro ed il capitale di rischio in un contesto per diverse cause non facile».
Con una circolare, infatti, Trenitalia ha comunicato ai diversi operatori del settore i provvedimenti da adottare per il servizio ferroviario a traffico diffuso nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata) e ha esplicitato che i contratti relativi a traffico diffuso destinati alle stazioni interessate ai provvedimenti dovranno essere disdetti a causa della restrizione del traffico. Le restrizioni del traffico da marzo 2009 per la Campania riguardano gli scali di Battipaglia, Castellammare di Stabia, Gricignano, Pontecagnano, Roccaravindola, Acerra, Maddaloni, Marcianise, Napoli Traccia, Nola Interporto, Torre Annunziata Centrale, per la Calabria Cosenza, Lamezia Terme e San Ferdinando e per la Puglia e Basilicata Apricena, Bellavista, Brindisi, Ferrandina, Foggia, Giovinazzo, Pisticci, Potenza centrale, San Nicola di Melfi, Surbo, Taranto, Bari S.F e Incoronata. Mentre per tutto il Centro Nord la restrizione del traffico è limitata esclusivamente a Candiolo, None e Predosa in Veneto ed a Romanore in Piemonte.
«La sperequazione di comportamento dell’azienda Trenitalia a danno del Sud è di tutta evidenza - commenta Poli Bortone - ed il provvedimento è volto a fare una operazione di carattere squisitamente economico che disabilita gli scali merci a corso singolo, abilitandoli solo per i traffici a treno completo. È risaputo che il territorio del Meridione non è particolarmente ricco di complessi industriali, ma la maggior parte dell’utenza è composta da aziende di piccole e medie dimensioni o addirittura di ditte individuali che certamente non possono spedire e ricevere quantitativi di prodotti tali da richiedere un treno completo, tant’è che, in genere, per i propri traffici utilizzano un carro ferroviario per volta. La disabilitazione degli scali crea un disagio non indifferente perché obbliga le Pmi a servirsi unicamente del trasporto su strada con costi notevolmente più elevati e procura, oltretutto, un sempre più imponente intasamento del traffico stradale. Di fatto - conclude - con questa operazione Trenitalia sta operando un discriminazione nei riguardi del Sud ed una vera penalizzazione forte, soprattutto in termini di costi, nei riguardi del tessuto economico di piccole e medie imprese che caratterizza l’area meridionale e ne rappresenta la vivacità imprenditoriale».