MELPIGNANO | Da secoli il
tarantismo è al centro di un dibattito culturale che coinvolge scienziati,
medici, antropologi, folkloristi. Negli ultimi dieci anni in particolare
l’analisi del rituale salentino incrociando i percorsi della riflessione
sull’identità locale, ha prodotto una straordinaria proliferazione saggistica
che ha ormai esplorato quasi ogni ambito della complessa fenomenologia
dell’istituto culturale magistralmente indagato da Ernesto De Martino nel 1959.
Questo fervore di studi e di iniziative editoriali, tuttavia, non si è tradotto
in un punto di riferimento e di raccordo per la moltitudine di autori che, a
vario titolo, si muovono su una scena frammentaria e spesso conflittuale. Va
ricordato che ancora oggi nessuna struttura pubblica è in grado di offrire
all’utente la consultazione di un simile ventaglio di opere sul tema. Il
progetto dell’Istituto “Diego Carpitella” di costituzione di una biblioteca del
tarantismo muove da una duplice motivazione. Da un lato nasce la necessità di
fornire risposte complete alla sempre crescente domanda di consultazione di
testi sull’argomento da parte di studenti, studiosi, ricercatori, semplici
appassionati. Dall’altro quella di raccogliere e sistemare un materiale ormai
sterminato mettendo a disposizione di tutti gli interessati uno straordinario
patrimonio bibliografico che costituisce il presupposto fondamentale per ogni
tentativo di rilanciare e orientare la ricerca. Il progetto è curato da Sergio
Torsello il consulente scientifico dell’Istituto Diego Carpitella e Gabriele
Mina, un noto ricercatore, con la consulenza di Eugenio Imbriani l’antropologo
dell’Università del Salento. A progetto
ultimato nella Biblioteca confluirà un considerevole corpus di pubblicazioni
formato da circa tremila titoli, tra manoscritti, volumi, saggi, articoli, tesi
di laurea, video e documenti sonori, a partire dalle fonti antiche del XIV
secolo. Questo progetto, che di fatto candida il Salento a insostituibile polo
di riferimento per gli studi di settore nell’intera area euromediterranea, è
stato finanziato con un contributo ventimila euro di cui diecimila euro provenienti
dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e altri 10mila
provenienti dall’Istituto Carpitella. I
fondi saranno usati per l’acquisto di numerosi titoli che si aggiungono a quelli
già disponibili presso l’Istituto e alle consistenti donazioni dei curatori. Molti
ancora confluiranno nella biblioteca grazie a donazioni private di studiosi e
ricercatori. La Biblioteca avrà sede nel cinquecentesco Palazzo di via Dafni a
Melpignano. Rimasti sinora inediti, i documenti che qui presentiamo nascono
all’interno di quella stagione del primo dopoguerra che fece emergere il
disagio e le proteste dei ceti contadini, le lotte per la terra, la violenza
dei proprietari, le repressioni poliziesche. Inoltre sarà dedicato un disco ad
Antonio Bandello che a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 26 Giugno
del 1998, l’Istituto Diego Carpitella, in collaborazione con il comune di
Cutrofiano e le Edizioni Kurumuny rende omaggio alla memoria di uno dei più
straordinari esponenti dell’ultima generazione di cantori tradizionali del
Salento con la pubblicazione di un Cd contenente diciannove documenti sonori
provenienti da registrazioni effettuate da Luigi Chiriatti negli anni ’70.