LECCE | Sarà la prevenzione a sconfiggere la mafia salentina. Parola del nuovo questore. Antonino Cufalo, questa mattina, si è insediato al posto del suo predecessore Vittorio Rochira, che si è congedato dalla città e dai salentini lo scorso 30 gennaio. Cufalo in conferenza stampa ha spiegato quelle che saranno le priorità del suo modo di operare. «Da nuovo questore devo ancora conoscere bene i problemi del territorio, consapevole del fatto che come la Sicilia, anche la Puglia è terra di mafia». Cufalo appena giunto da Siracusa, dov'era questore, ha conosciuto i colleghi di lavoro, e già dalle prime ore ha detto di aver trovato un corpo di polizia efficiente e operativo. «Anche se - sottolinea - mi sarei aspettato un organico più consistente». Perché sul dispiego e sull'efficienza delle risorse umane, Cufalo ci crede molto. Ma in che modo si potrà dare credibilità all'operato della polizia sul territorio? Il nuovo questore, su questo punto, è chiaro: «La credibilità si conquista procedendo sui passi della continuità».
E allora, si propone di rimarcare alcuni provvedimenti cominciati dal precedente Rochira, come per esempio l'ottimizzazione e la corretta messa in funzione del sistema di videosorveglianza, con le telecamere che sono state messe nelle zone del centro storico, e nei punti più a rischio della città. «Crediamo molto nell'attività di prevenzione» dice, «e anche le telecamere sono un modo per prevenire». Ma quale sarà la prima cosa che Antonino Cufalo farà da questore, da capo della polizia a Lecce? «Eviterò - spiega - di adottare provvedimenti demagogici, che non significano nulla, solo per dire che è arrivato il nuovo questore. Piuttosto devo capire quali sono le esigenze del territorio, lavorando preventivamente, e alzando i controlli». E a proposito di controlli. Secondo il generale, la polizia dovrà farsi «vedere» sul territorio. «La lotta alla criminalità si sconfigge così. È importante la visibilità. Ci faremo vedere» dice. E alla domanda: «ci sono obiettivi sensibili, secondo lei, in provincia di Lecce»? Cufalo risponde: «Il cittadino è un obiettivo sensibile».
Antonino Cufalo, di 56 anni, è originario di Ribera, in provincia di Agrigento. Ha lavorato alla Questura di Milano per i primi otto anni della sua carriera, nel primo Distretto e poi alla Squadra mobile e all'Ufficio di Gabinetto. Successivamente è stato dirigente del Commissariato di Sciacca e poi alla Direzione investigativa antimafia di Palermo, fino a diventare capo centro per la Sicilia Occidentale nel 2000. Dopodichè è stato alla Direzione centrale della Polizia criminale, dove, dal 2002 al 2005 è stato Direttore del Servizio centrale di protezione. Nel 2005 è diventato Questore di Siracusa. Ora a Lecce.