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UFFICIO RECLAMI
Data pubblicazione: 31/01/2009 | POLITICA
POLITICA | Una quarantina di medici affermano che la centrale non nuocerà alla salute
Seduta per il progetto della centrale a biomasse.
La commissione urbanistica e ambientale dice «no»
Un documento consegnato dalla Italgest, nella giornata di ieri, ha rinviato la riunione tra le due commissioni consiliari, «Urbanistica» e «Ambientale», nella mattinata di oggi. La sinistra respinge il progetto dell'azienda di De Masi, mentre An e Fi dicono «si».

LECCE | Si è svolta nella giornata di oggi una riunione tra le due commissioni consiliari, «Urbanistica» e «Ambientale». Nella seduta si è discusso della centrale a biomasse. Il Pd ha completamente rigettato la proposta della Italgest, che aveva progettato la realizzazione della centrale. Di parere favorevole, invece, Alleanza Nazionale che ha appoggiato la Italgest. La seduta che si è svolta oggi era stata organizzata per la giornata di ieri. Le commissioni, pero, avevano deciso di rinviare ad oggi la riunione a causa di un documento consegnato dalla Italgest che ha messo in atto alcune modifiche nel progetto. Intanto è atteso per lunedì prossimo, alle 11,30, presso la sede del Coordinamento Provinciale situata in Via Oberdan a Lecce, la conferenza stampa di Forza Italia. Oggetto della discussione: la centrale a biomassa che si vorrebbe costruire nella città di Lecce. All’incontro prenderanno parte Antonio pellegrino, Coordinatore Cittadino di Forza Italia, Cosimo Gallo, Coordinatore Provinciale di FI, Rocco Palese, Presidente Gruppo Consiliare di Forza Italia alla Regione Puglia, Raffaele Baldassarre, Consigliere Regionale e Provinciale di Forza Italia, presidenti di Quartiere e i Consiglieri Comunali e Circoscrizionali di Forza Italia a Lecce. «Come si fa a pensare - afferma il Coordinatore Cittadino di Forza Italia, Antonio Pellegrino - che 40 consiglieri comunali siano sufficienti ad assumersi una responsabilità così grande? Occorrerebbe che su tematiche e questioni fondamentali per il vivere civico la rappresentanza facesse un passo indietro, privilegiando l’ascolto diretto della voce della comunità. Forza Italia – conclude Pellegrino - è movimento attentissimo ai bisogni e agli interessi dei cittadini ritiene doveroso un ulteriore, approfondito e decisivo coinvolgimento della cittadinanza su una vicenda che può risolversi solo e soltanto nel dialogo e nel dibattito pubblico, rifuggendo la tentazione di decisioni affrettate, superficiali e, soprattutto, prese lontane dal cuore della cittadinanza.

 

Sulla seduta che si è svolta oggi si esprime Wojtek Pankiewicz del Gruppo Consiliare «Centro Moderato». «Spero che la stessa cosa faccia il Consiglio Comunale, dove auspico che si abbia anche un voto politico. Io non mi attacco ai cavilli dell’iter procedurale. Il mio no alla centrale che si vuol realizzare qui ed ora è un no politico, perchè la reputo inutile e dannosa per la nostra città e per il nostro territorio. Inviterò tutte le forze politiche ad esprimersi politicamente. Dobbiamo dire, invece, se Lecce e il Salento ne hanno bisogno e se ne trarrebbero vantaggi o danni. Chiederò per questo, ai sensi dell’art. 42 del Regolamento del Consiglio Comunale, la votazione palese per appello nominale. Tutti i cittadini devono vedere con chiarezza come votano i consiglieri e perchè. Dico un no fermo e deciso – prosegue Pankiewicz - alla realizzazione della centrale a biomasse proposta dalla Società Italgest perchè ritengo fondato l’atto di significazione e diffida che ci è stato fatto notificare in questi giorni da parte del Forum Ambiente e Salute e altre Associazioni e Comitati. Non c’è nessuna necessità di una centrale a biomasse alle porte della nostra bellissima città d’arte e non vi è alcuna giustificazione tecnica all’insediamento di ulteriori centrali elettriche, a fonti rinnovabili o non, sul territorio pugliese, poichè la Puglia produce il doppio di energia elettrica che utilizza, perciò le andassero a fare altrove. Inoltre, è offensivo per la nostra intelligenza cercare di farci credere che vi possano essere emissioni di fumi esenti da ricadute sanitarie sulla popolazione e sul territorio. La centrale a biomasse Italgest aggraverebbe, comunque, molto o poco che sia a seconda dei diversi punti di vista, la qualità dell’aria, in un contesto come il nostro, dove l’inquinamento è già preoccupante e i dati statistici sulle patologie tumorali e polmonari sono allarmanti. Spuntano come funghi i progetti per realizzare centrali a biomasse nel Salento. C’è il rischio di un’invasione di centrali a biomasse. Occorre una moratoria all’attuale insediamento selvaggio di nuove centrali (termoelettriche, eoliche, a biomassa), che, tra l’altro, deturpa il paesaggio di un territorio a forte vocazione turistica, per predisporre nelle sedi competenti una corretta pianificazione energetica». Pankiewicz conclude affermando: «»uindi dico no per difendere la salute dei cittadini e dell’ambiente. Il diritto ad un ambiente salubre appartiene a tutti noi, ma, in particolare, appartiene ai giovani e alle future generazioni».

 

Con tono polemico risponde anche il vicesindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone. «Sembra quasi contraddittorio il fatto che si ospiti in città un importante evento sui cambiamenti climatici e gli impegni internazionali in tema di energie rinnovabili e si registri in contemporanea sulla delibera per l’impianto a biomasse (portata in Consiglio in seguito alla diffida fatta da De Masi all’amministrazione comunale) un clima di tensione che non giova complessivamente alla città e soprattutto non giova alla comprensione di tematiche importanti quali quella del mix energetico». Con questa presa di posizione il vicesindaco e assessore alla Cultura, Politiche Comunitarie e Fascia Costiera Adriana Poli Bortone interviene nel dibattito in corso sulla prospettiva di realizzazione a Lecce di una centrale termoelettrica alimentata ad olio di girasole, secondo Heliantos 1, il progetto presentato dal gruppo Italgest. «Ritengo - prosegue - che la difficile situazione economica e sociale del territorio richieda un clima di non conflittualità non solo tra Istituzioni, ma nemmeno tra pubblico e privato, se si vuole giungere veramente ad uno sviluppo consapevole e condiviso del territorio stesso, che è ciò di cui il Meridione ha estremamente bisogno. Sento dunque di dover chiedere a De Masi, da imprenditore illuminato e capace, come ha dimostrato di essere, e soprattutto da uomo del Sud, di ritirare la diffida all’amministrazione comunale per ricondurre il dibattito nell’alveo giusto e corretto della serenità. Nell’interesse dei cittadini tutti, dell’assise comunale certamente, ma anche di quei privati che - conclude il vicesindaco Poli - vogliono contribuire (come De Masi ha dimostrato) alla crescita reale del Mezzogiorno».

 

La Italgest continua a sostenere l'importanza di una centrale a biomasse nel Salento. L'azienda di De Masi si avvale di circa 40 sanitari che si uniscono al pensiero della Italgest e di chi è d'accordo sulla costruzione di una centrale. I medici si uniscono al pensiero di Vito Foà, ordinario di Medicina del lavoro dell’Università degli Studi di Milano già componente della Commissione tossicologica nazionale e di Massimo Federico, ordinario di Oncologia medica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nonchè direttore del Registro Tumori della Provincia di Modena. Entrambi sostengono che le centrali a biomasse non provocano effetti negativi per la salute del cittadino.

 

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