GALLIPOLI | «De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano». Quando il direttore d'orchestra e pianista Nicola Piovani, si trovò nella situazione di dover parlare di De Andrè, lo fece dicendo che lui non è un cantautore banale, e che non passa di moda. Non passa, perché l'arrangiamento melodico, e la ricercatezza musicale dell'artista ha visto più volta inanellare una serie di successi. Se Fabrizio De Andrè avesse potuto parlare, probabilmente avrebbe anche lui applaudito. Perché al Teatro Italia di Gallipoli, ieri, c'era la Premiata Forneria Marconi, che ha suonato le sue canzoni. Canzoni a susseguirsi in uno spettacolo suggestivo, che ha fatto vivere emozioni, ricordi, con una ricercatezza musicale unica. Brani, che i musicisti hanno riproposto a distanza di dieci anni dalla morte, in occasione appunto del suo anniversario, in una tournèe che ha visto l'esibizione tanto dei brani del cantautore genovese fatti con i nuovi arrangiamenti. Il teatro era pienissimo di gente, come quando Fabrizio, con la sua voce, riuscì a creare quelle emozioni che il pubblico si aspettava. Fra i tanti brani che hanno fatto appassionare il pubblico dell'Italia, c'era l'intramontabile «Bocca di rosa», che ha introdotto il concerto evento, sicuramente la canzone più popolare del repertorio artistico di De Andrè, e poi «La Guerra di Piero», «Un giudice», «Giugno 73», «Maria nella bottega del falegname», «La buona novella», «Il testamento di Tito», «Zirichiltaggia», «Volta la carta», «La canzone di Marinella», «Amico fragile», e «Il pescatore».
Alla batteria c'era Franz Di Ciocco, anche percussioni e voce, ha spiegato come Fabrizio sia stato un autore dalla personalità complessa. Sul palco assieme a lui c'erano anche Franco Mussida, alla chitarra e alla voce, Patrick Dijvas, Flavio Premoli, Gianluca Tagliavini, e Lucio Fabbri, che con gli altri musicisti si sono pure scambiati i ruoli. I più esperti della musica della Pfm, ricorderanno come il gruppo ebbe a che fare nel 1979 col cantautore De Andrè. In quella occasione la sfida fu proprio quella di riarrangiare i testi delle canzoni più significative del cantautore genovese, con arrangiamenti che Fabrizio utilizzò fino alla fine della sua carriera. Senza dubbio, in quella occasione, il successo non mancò. Tanto che furono incisi due dischi live, fra il 1979 e 1980, che riscossero un notevole successo di ascoltatori e di critica. A conclusione della serata, i sei musicisti hanno eseguito uno fra i brani storici di De Andrè, «Il pescatore». In quest'ultimo brano la folla entusiasta non ha potuto far altro che ringraziare per il concerto chiedendo il bis, tanto da aver portato i musicisti della Pfm a ripetersi in tre altri brani. In un primo momento si diceva che la band si sarebbe ripetuta anche questa sera, ma l'appuntamento a Bitritto e domani in Umbia a Città del Castello, non si possono rimandare. Intanto, sulla radio brindisina Ciccio Riccio, la band ha presentato cd e dvd per rendere omaggio all'artista nel giorno della sua decennale scomparsa.