Data pubblicazione: 17/10/2008 | SPETTACOLO
Alle 19, domani arrivano i Sud, per un concerto che vuole «Educare alla legalità»
L'iniziativa del parroco della città, don Stefano Rocca, che porta avanti un'azione di sensibilizzazione per cercare di spronare i cittadini alla collaborazione e alla legalità. Intanto, il sindaco di Ugento, Eugenio Ozza assicura: «Non mancherò».
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>UGENTO</strong> | È
proprio vero. «C'è un gran bisogno di educare alla
legalità, alla cittadinanza, alla verità, è un
compito a cui non possiamo sottrarci». Don Stefano Rocca,
parroco presso la Chiesa di San Giovanni Bosco di Ugento, presenta in
questo modo lo spirito con cui la sua parrocchia organizza per sabato
18 ottobre «Educhiamo alla legalità», una serata
di riflessione che dalle 19 in poi troverà spazio presso
l'oratorio parrocchiale, in piazza Monsignor De Giorgi. «L'iniziativa
nasce sulla base della situazione che stiamo vivendo sul territorio,
anche in seguito alle minacce che ho ricevuto personalmente -
sottolinea don Stefano -. Certamente c'è il riferimento alla
vicenda dell'omicidio di Peppino Basile, ma la riflessione vuole
essere più ampia e non vincolata a questo caso. Come educatore
sono chiamato a farlo, per rispondere a bisogni che il territorio
esprime».</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">All'incontro, che sarà
moderato da Luigi Russo, presidente del Centro servizi volontariato
Salento, saranno presenti sua eccellenza monsignor Vito De Grisantis,
vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Giovanni
Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce, Pino Arlacchi,
fondatore della Direzione Investigativa Antimafia, don Luigi Merola,
già parroco di Forcella, Rita Borsellino, sorella del giudice
Paolo Borsellino, don Raffaele Bruno, cappellano del carcere di Lecce
e membro dell'Associazione Libera, e Salvatore De Mitri,
rappresentante del comitato Pro Peppino Basile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">«Il volontariato,
insieme agli altri soggetti della società civile e della
Chiesa - dice Luigi Russo - in questo momento e di fronte a
situazioni critiche come quella di Ugento, che è poi simile a
quella di altre località del nostro territorio, deve lavorare
come anticipatore, per affermare che la democrazia e la legalità
non sono parole acquisite sulla carta una volta per tutte, ma fatti
concreti, azioni quotidiane. Don Stefano non è un eroe, ma una
persona autentica e coraggiosa che ci dice semplicemente che il Bene
Comune lo si costruisce insieme, con coraggio e che l'illegalità
e l'affarismo sono un cancro che può arrivare ad uccidere il
tessuto sociale ma anche le persone. Per questo bisogna dare forza a
questo impegno civile e a questa mobilitazione, per aiutare i
cittadini a uscire dal fatalismo e dalla rassegnazione, dall'omertà,
coinvolgendo soprattutto i giovani».</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Pensando alle nuove
generazioni, «educare alla legalità i giovani significa
educare al senso della vita civile e politica - conclude don Stefano
- alla cittadinanza, partendo dalle varie forme di legalità
che è possibile concretizzare. Bisogna sempre portare alla
luce questi bisogni, il fatto di parlarne non deve certo fare paura,
o far pensare che si vive in un territorio con chissà quanta
delinquenza. Non parlarne è sicuramente un male». Alla
serata sarà presente anche il gruppo dei Sud Sound System, che
si rivolgerà ai giovani, porterà la propria
testimonianza e subito dopo, presso il campo sportivo dell’oratorio,
farà spazio alla musica per un momento di festa per e con i
ragazzi. Intanto, il sindaco della città, Eugenio Ozza, che
nei giorni scorsi era stato «rimproverato» per non aver
espresso la sua solidarietà nei confronti del parroco di
Ugento, ha prima rivolto parole di solidarietà, in una
telefonata, e poi, ha parlato chiaro: «Alla manifestazione
sulla legalità? Non mancherò».</p>
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