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NARDÒ | Il 17 gennaio scorso un arzillo 60enne avventuratosi in un negozio di elettrodomestici, ha asportato con destrezza un telefono cellulare dal banco di esposizione. Si è guardato intorno, ha preso un telefonino di ultimo modello portandolo in giro per il negozio ed uscendovi senza avere problemi alla barriera di allarme. L’uomo si è poi allontanato a bordo di una Fiat Uno di colore nero. Dagli accertamenti in effetti, si è verificato che sui ripiani della scaffalatura posta a fianco del banco telefonia, vi era una scatola di imballaggio del telefono cellulare vuota, ed il sistema antitaccheggio era poggiato sul lato opposto della scaffalatura. Dopo aver raccolto varie testimonianze, la polizia del commissariato di Nardò, al comando di Rocco Carrozzo, ha potuto risalire al proprietario della vettura e quindi all’autore del furtarello, R.D.C., un pensionato di Galatone, 60enne.
È evidente che l’uomo ha avuto il tempo di agire indisturbato e di infilare il cellulare in qualche tasca e per poi dirigersi verso l’uscita. Gli agenti hanno raccolto sul posto alcune testimonianze che hanno consentito di risalire al proprietario della Fiat Uno, e quindi del furto, ovvero il pensionato, peraltro incensurato. L’uomo è stato definitivamente inchiodato dalle immagini del sistema di riprese a circuito chiuso collocato all’interno dell’esercizio commerciale e denunciato nei giorni scorsi all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto. A Nardò non è tutto. Sempre ieri, nel commissariato, si è presentato un uomo di circa 65 anni in compagnia di una cittadina russa di 39 per denunciare un diverbio verificatosi la sera precedente presso la loro abitazione, con il padrone di casa.
La versione dei fatti fornita dai due, non convinceva gli agenti, che effettuando degli accertamenti approfonditi sulla cittadina russa, hanno scoperto che la stessa era colpita da un provvedimento di espulsione del Questore di Lecce e per tale motivo, era da rintracciare per conto dell’Ufficio immigrazione della Questura di Lecce, per la notifica del provvedimento. La trentanovenne russa è stata fatta accompagnare presso la Polizia scientifica di Lecce, per il foto segnalamento e successivamente, presso il Cpt di Roma per la successiva espulsione dal territorio nazionale. (rob.z.)